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16 Maggio 2019

Il nuovo PNGLA prevede 400 milioni di euro per ridurre le liste d’attesa

Il nuovo PNGLA prevede 400 milioni di euro per ridurre le liste d’attesa

Quanto tempo devo aspettare per la sostituzione di un’anca? Posso fare una visita cardiologica alla mia ASL? Il Servizio Sanitario nazionale dovrebbe mettere a disposizione dei cittadini una serie di informazioni riguardo i tempi d’attesa e le disponibilità di visite ed esami. Ad oggi, però, l’accesso a questo tipo di servizio è limitato solo ad alcune Regioni. Le Regioni che hanno creato un sito web interattivo per orientare gli utenti a scegliere strutture e prestazioni sono solo 9 su 21 e sono: Emilia Romagna, Lazio, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Provincia autonoma di Bolzano e Basilicata. Le altre 11 si limitano a fornire un archivio storico o rinviano ai siti delle aziende sanitarie. Solo la Calabria non fornisce nessuna informazione.

Per questo, l’osservatorio Gimbe, attraverso la pubblicazione del suo report sulla rendicontazione pubblica dei tempi d’attesa, ha condotto un’indagine sui siti web di Regioni e Aziende sanitarie per valutare il livello di trasparenza e il dettaglio delle informazioni riguardo le liste di attesa, verificando il corretto recepimento dei provvedimenti previsti dal Piano Nazionale di Governo delle Liste d’Attesa (PNGLA) 2019-2021. Dal Report è emerso che nessuna Regione ha fatto il check annuale previsto dalla legge per garantire la trasparenza e l’accesso a tali informazioni.

Per debellare il problema delle lunghe liste d’attesa, lo Stato ha messo a disposizione delle Regioni 400 milioni di euro. L’obiettivo è quello di finanziare le infrastrutture tecnologiche per i sistemi di prenotazione elettronica. Nonostante questo, le Regioni non sembrano aver mosso i giusti passi.  Infatti, il nuovo Piano Nazionale, che è stato recepito il 22 aprile dalla Regioni, è stato adottato soltanto da: Puglia, Marche, Emilia Romagna, Valle d’Aosta, Basilicata, Umbria, Toscana, Sicilia, Molise e Lazio.

La mancanza di informazioni utili influisce anche sul problema delle liste di attesa: non si può risolvere un fenomeno se non se ne conoscono i dati. Ad oggi nessuna regione è in grado di fornire informazioni sui tempi massimi di attesa di ogni prestazione. È inoltre importante che le Regioni rispettino i tempi d’attesa previsti dal PNGLA sui vari LEA.

Source: www.ilsole24ore.com