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10 Ottobre 2019

Da Rbm un nuovo prodotto assicurativo per abbattere le liste d’attesa

Da Rbm un nuovo prodotto assicurativo per abbattere le liste d’attesa

Il IX rapporto Rbm-Censis ha evidenziato alcuni dati, che non sono delle novità. Eccone alcuni. Per ridurre le liste d’attesa oramai sei italiani su 10 ricorrono alla sanità privata. La spesa per la sanità integrativa è cresciuta del 10% negli ultimi sei anni, mentre e dal 2014 al 2019 il tempo di attesa per una mammografia con il Servizio sanitario nazionale è aumentato in media di 59 giorni.  La compagnia assicurativa ha quindi pensato al lancio di un nuovo prodotto. Durante l’Health & Medmal Insurance Summit 2019, a Milano, è stato presentato “Stop liste d’attesa®” che subordina la possibilità di attivare la propria polizza privata in presenza di liste di attesa troppo lunghe o di assegnazione del cittadino da parte del Cup a strutture Ssn troppo distanti dal domicilio.

“Il nuovo Patto per la Salute attualmente allo studio del Dicastero guidato dal Ministro Speranza parla finalmente di una Sanità non più integrativa ma complementare al Servizio Sanitario Nazionale – ha sottolineato Marco Vecchietti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rbm Assicurazione Salute – Non si tratta solo di un aspetto meramente lessicale, ma di un fondamentale passo avanti nella comprensione del bisogno dei cittadini italiani di vedere nel contempo confermato il ruolo centrale del Servizio Sanitario Nazionale e di avere in affiancamento un valido strumento di gestione per le proprie cure private. È proprio in quest’ottica che abbiamo lanciato il nuovo prodotto: il nostro obiettivo infatti non è quello di sostituirci alla sanità pubblica o di favorire il consumismo sanitario ma è quello di operare in armonia con il Ssn, assicurando al cittadino il nostro aiuto quando più ne ha bisogno ovvero quando la sanità pubblica non può gestire adeguatamente le sue necessità di cura”.
I dati Censis
L’ultimo aggiornamento del Rapporto annuale Rbm-Censis evidenzia come i cittadini italiani ritengano necessario ricorrere alle cure private per tagliare le lunghe liste di attesa (61,9%), per beneficiare di un’organizzazione delle cure logisticamente più compatibile con le proprie esigenze d’orario (20,11%), per avere servizi migliori e più personalizzati (21,6%) e per poter scegliere il proprio medico di fiducia (43,4%).

Riguardo la lunghezza delle liste d’attesa per le visite specialistiche si hanno, in media, 55 giorni di attesa per una visita cardiologica, 37 per una visita ginecologica, 62 per una visita oculistica e 42 per una visita ortopedica. Per quanto riguarda gli accertamenti diagnostici la situazione è addirittura peggiore rispetto alle visite specialistiche: servono 94 giorni di attesa per una colonscopia, 121 per una mammografia, 51 per un’ecografia e 75 per una risonanza magnetica.

Oltre la metà della spesa sanitaria privata è destinata a prestazioni sanitarie, la maggior parte concentrate in area extraospedaliera.

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