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24 Ottobre 2019

Sanità quanto mi costi? Ticket sanitari troppo cari al Sud In Italia quattro milioni di persone rinunciano alle cure. Ad influire anche il costo eccessivo dei ticket sanitari dei farmaci

Sanità quanto mi costi? Ticket sanitari troppo cari al Sud In Italia quattro milioni di persone rinunciano alle cure. Ad influire anche il costo eccessivo dei ticket sanitari dei farmaci

Secondo l’Istat, la prima disuguaglianza di salute è la differenza di ticket da regione a regione ed è una delle principali cause che mettono in condizione circa 4 milioni di persone di rinunciare alle cure, mentre ricordiamo che altri due rinunciano per la lunghezza delle liste di attesa.

Il portavoce della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) ha espresso un giudizio positivo nei confronti della proposta del ministro della Salute Roberto Speranza di abrogare il Superticket.

L’abrogazione del superticket, e più in generale una riduzione della pressione dei ticket sui redditi delle famiglie, rappresentano misure che possono concretamente facilitare l’accesso alle cure da parte dei cittadini salvaguardandone al tempo stessi i relativi redditi. Nonostante la rinuncia di molti alle cure, il “Rapporto 2019 sul coordinamento della finanza pubblica” della Corte dei Conti indica un aumento del contributo complessivo in termini di ticket richiesto ai cittadini nel 2018 in media del 2,6%, con un aumento pari a 74 milioni. Ma anche qui la differenza tra Regioni è forte: 33,7 euro la Sardegna, 41,1 euro la Calabria, 53,8 euro l’Abruzzo, 61 euro l’Umbria, 90 euro la Valle D’Aosta.


Si eliminerebbero poi le differenze regionali. Ad esempio, l’Emilia-Romagna ha eliminato il superticket a partire dal 1 gennaio 2019 per le fasce di reddito fino a 100 mila euro; nelle Marche non lo si paga per i redditi Isee sotto i 10 mila euro; in Veneto dal 1 gennaio 2020 non lo pagheranno più tutte le persone economicamente vulnerabili, con un reddito inferiore a 29 mila euro annui; in Liguria invece è prevista l’applicazione secca dei 10 euro; nessuna quota fissa da pagare in Sardegna, Basilicata, P.A. Bolzano. E così via. E sul ticket per i farmaci va anche peggio: per i non esenti zero ticket in Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Sardegna; 1 euro a ricetta a Trento; 2 euro a confezione (massimo 4 euro a ricetta) in Liguria; 4 euro a confezione (massimo 8 euro a ricetta) in Toscana; 2 euro a confezione (massimo 4 euro a ricetta) + 1 euro a ricetta in Calabria. E altrettante differenze anche per la compartecipazione a carico degli assistiti esenti in funzione dei codici esenzione e fascia di reddito.


Alcune prestazioni ricomprese nei Livelli essenziali di assistenza, soprattutto quelle della “specialistica”, proprio per l’effetto superticket sono più costose della stessa prestazione effettuata nel canale privato. Un fenomeno che contribuisce ad aumentare quella spesa “out of pocket”, quella privata. delle famiglie che nel 2017 si attesta complessivamente a circa 39 miliardi di euro.

Anche la Corte dei conti sostiene che “l’incremento della spesa diretta delle famiglie può essere spiegato come una conseguenza dei relativi ticket nel settore pubblico, che hanno reso le tariffe dei servizi privati più “competitive” e meno onerose rispetto a quelle del SSN”.

Ciò che serve secondo la FNOPI è una riforma complessiva del sistema dei ticket sanitari che riporti i cittadini verso il Servizio Sanitario nazionale con ticket accettabili e sempre più convenienti rispetto al canale privato, che riduca le eccessive differenze che oggi caratterizzano le normative regionali e che riaffermi l’equità nel sistema.

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