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30 Marzo 2020

Coronavirus: un milione di ricoveri rimandati

Coronavirus: un milione di ricoveri rimandati

Il Professor Americo Cicchetti, direttore dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica di Roma, in un’intervista all’ANSA ha spiegato quale è la situazione per i ricoveri e le operazioni chirurgiche che erano state programmate per questo periodo, prima che si scatenasse la pandemia.

“Almeno un milione di ricoveri rimandanti per pandemia in quattro mesi, tra cui oltre mezzo milione per interventi chirurgici non urgenti, che vanno dalla protesi d’anca all’ernia del disco, passando per la chirurgia dermatologica. Con pesanti ricadute sulle liste d’attesa per tutto il 2020 e oltre”.

Questo perché tutte le attività che gli ospedali avevamo programmato in questi mesi sono state spostate, sia per spostare risorse sanitarie nei reparti destinati ai pazienti Covid, sia per proteggere pazienti “non Covid” ed arginare la diffusione del virus.

“Questo però significa che ci troveremo a fine pandemia, si spera entro giugno, a dover recuperare tutta una serie di interventi. Per calcolare gli effetti, basta capire quanti Drg chirurgici si fanno in quattro mesi e che sono stati sospesi. In base al Rapporto sulle Schede di dimissioni ospedaliere del 2017 (ultimo dato disponibile), ogni mese in Italia ci sono circa 673.000 ricoveri per acuti (ovvero escluse riabilitazioni e lungodegenze). Considerando che la metà di questi sono differibili (mentre l’altra metà sono urgenti e vengono garantiti), nei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno salteranno circa un milione di ricoveri in Italia, di cui almeno 510.000 per interventi chirurgici e il restante per terapie e trattamenti farmacologici ospedalieri”.

Questo significa che tutti quelli che saranno spostati al dopo la fine dell’emergenza sanitaria andranno sommati a quelli che normalmente ci sarebbero!

In neurochirurgia ora si fanno pochissimi interventi, quasi essenzialmente per tumore al cervello. In gastroenterologia sono fermi tutti gli interventi tranne quelli ad esempio per tumore al colon-retto, o in ortopedia non si eseguono interventi di protesi d’anca o interventi al ginocchio.

“Dopo giugno si spera un ritorno progressivo alla normalità a livello di organizzazione sanitaria, ma anche quella sarà una fase lunga e difficile. Questo significa – conclude Cicchetti – che nei mesi successivi alla fine della pandemia avremo una grande pressione sull’attività ospedaliera, che vedrà come minimo raddoppiare o triplicare i tempi delle liste d’attesa. E la coda in termini organizzativi si protrarrà per tutto il 2020 e anche oltre”. 

www.ansa.it