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6 Settembre 2021

G20 Salute, patto per garanzia vaccini a Paesi fragili

G20 Salute, patto per garanzia vaccini a Paesi fragili

Il 5 e 6 settembre si svolge a Roma il cosiddetto G20 Salute. Appuntamento internazionale nato di recente, ma diventato rapidamente di importanza strategica a causa della pandemia.

La Salute rappresenta uno dei temi centrali della Presidenza italiana del G20.

L’obiettivo, sempre più urgente, è garantire l’accesso ai vaccini anti-Covid a tutti i Paesi nel mondo, soprattutto a quelli più fragili.

Finora non è stato così, ma oggi «ci sono le condizioni» per raggiungere questo traguardo. Si è aperto con un auspicio positivo il G20 Salute a Roma che, nella prima giornata di lavori, ha sancito le premesse per un accordo globale, ribattezzato “Patto di Roma”, che porti ad una immunizzazione mondiale poiché l’emergenza sanitaria «non sarà esaurita finché non ne saremo fuori tutti».

Questo è quanto dichiarato dal nostro Ministro Speranza al termine della prima giornata del G20 Salute.

«Ci sono le condizioni – ha spiegato il ministro della Salute Roberto Speranza – per costruire il Patto di Roma, che garantirà i vaccini anche nei paesi più fragili. Oggi ci sono diseguaglianze molto forti con i paesi più ricchi che hanno ormai percentuali di vaccinazione molto significative e continuano a procedere, e ci sono paesi che invece sono indietro».

Da qui l’impegno di questo Patto «a cui stiamo lavorando e che è quello di costruire condizioni per cui il vaccino sia un diritto di tutti e non un privilegio di pochi e io penso – ha rilevato il ministro – che questa sia una sfida che tutti i paesi presenti condividono».

Obiettivo: dichiarazione condivisa

Su questo punto centrale i ministri G20 continueranno a confrontarsi anche nella giornata di lunedì 6 settembre. Obiettivo: chiudere con una dichiarazione condivisa e sottoscritta da tutti. Ma il G20 Salute farà il punto anche sulla più ampia prospettiva di ricostruire i sistemi di assistenza post-pandemia.

Il punto, ha chiarito ancora Speranza, è «provare ad allargare la forza dei nostri servizi sanitari nazionali, investire di più su di essi e provare a segnare un cambio di passo molto significativo che consenta di difendere l’approccio di universalità del Servizio sanitario nazionale, cioè l’idea che se una persona sta male va curata indipendentemente dalla propria condizione economica e dal posto in cui è nata o dal colore della pelle.

Il Patto di Roma tiene questo punto come punto essenziale». In questo quadro, ha commentato il ministro, il G20 è un’occasione «per rafforzare le relazioni internazionali e rilanciare i valori universalistici della salute».

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